Decotto foglie di alloro: come prepararlo

alloro

 

Il decotto di alloro è una preparazione che possiede delle proprietà benefiche per alleviare gli effetti di una cattiva digestione. A volte, quando si mangia in modo pesante, in particolare la sera, si finisce per non digerire al meglio. E gli anni che passano, per tutti, peggiorano anche la situazione. Per cui il decotto di alloro rappresenta uno dei rimedi naturali tra i più adatti per migliorare la situazione. L’alloro, tra l’altro, si trova in erboristeria, sia in foglie che in bacche, ma chi dispone di un giardino o di una piccola terrazza si può anche divertire a coltivarlo in casa, dato che è utilissimo non solo come rimedio della nonna ma anche per moltissime preparazioni in cucina.

Questo rimedio naturale si avvale delle proprietà dell’alloro, che sono antisettiche e calmanti, soprattutto per quanto riguarda il mal di stomaco. Si tratta di un decotto molto semplice da preparare, ma sempre tenendo conto che il decotto è altro rispetto alla tisana per esempio, non solo per una questione di metodo, ma soprattutto in termini di effetti, che sono maggiormente efficaci per il primo. L’ideale sarebbe prepararselo ogni sera, dopo cena, per ovviare all’insorgere del problema di digestione successivo. Tutto sta nel fatto di trovare il gusto del decotto di alloro piacevole o meno. Continua a leggere

Il biologico dimenticato

Editoriale a cura della Redazione di Bioagricultura Notizie 

bio

Non c’è traccia di biologico nelle linee programmatiche del Ministro De Girolamo presentate alle Commissioni riunite Agricoltura di Camera e Senato pochi giorni fa. L’agricoltura di qualità è tutta incardinata nelle DOP e IGP, nei prodotti di montagna e, come se non bastasse, massima attenzione viene data al Sistema di Qualità Nazionale!!
Sarà solo distrazione, una dimenticanza per uno dei pochi settori dell’agroalimentare con fatturati in crescita e con numeri che portano il nostro Paese ad essere leader in Europa. 
Una dimenticanza anche quello che succede nei PSR di alcune Regioni, dove l’agricoltura conservativa, l’agricoltura blu (blu come il colore dei diserbanti di sintesi) viene incentivata con contributi superiori al biologico.
Altro capitolo, che forse invece più che una dimenticanza è un pasticcio vero e proprio, è quello che stanno facendo a Bruxelles sui controlli, con un Regolamento appena approvato ed un altro in discussione che ne modifica profondamente i contenuti.
E intanto il tema della sostenibilità della produzione del cibo, soprattutto al di fuori delle politiche agricole, non viene dimenticato. Anzi. Il Ministero dell’Ambiente, ad esempio, continua a proporre disciplinari per il vino, accordi su ortofrutta, criteri ambientali per la ristorazione. E tanti altri lavorano e propongono innovazioni sul tema della Co2, delle acque, dell’energia.
Se non riconduciamo anche la politica agricola su questi temi, se non riportiamo in campo agricolo la sostenibilità e ribadiamo con forza che il biologico è la risposta sostenibile alla produzione di cibo, tutte le nostre battaglie e la storia di migliaia di aziende italiane, saranno presto definitivamente dimenticate.
Il futuro del biologico passa infatti inevitabilmente per questi temi e probabilmente dobbiamo cercare nuovi alleati, che parlino altri linguaggi, più vicini al nostro.
Per questo è necessario che la posizione italiana sulla revisione del Regolamento europeo per il biologico inizi con un confronto serrato, un’analisi sulle differenti forme di valorizzazione della sostenibilità per la produzione del cibo, con tutte le persone che sono impegnate su questi temi.
Noi iniziamo a parlarne il 19 giugno a Roma, alla Città dell’Altra Economia. Scambiamoci idee, guardiamoci in faccia. Non facciamo dimenticare il biologico italiano!

aiab

  Continua a leggere

Pagine