Quasi 100 ricette fresche e ribelli

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I fondatori di Zucche alla riscossa: da sinistra Marta Marzorati, Gilberto Pizzinga e Davide Scotti

 

Tra cibo buono, clima e solidarietà per un altro Natale 
di Rosy Battaglia

Sotto l’albero ci invitano a mettere, almeno virtualmente, un insolito ricettario con il potere di combattere i cambiamenti climatici e aiutare chi è in difficoltà. “Zucche alla riscossa” nasce dalla creatività di tre giovani milanesi, Marta Marzorati, educatrice sociale, Davide Scotti, insegnante e attivista di Extinction Rebellion e Gilberto Pizzinga, biologo nutrizionista. Un progetto solidale di educazione alimentare ed ecologia dal nome evocativo. «L’aumento del consumo di verdure e frutta di stagione riduce l’impatto ambientale della nostra alimentazione e produce salute e benessere individuali. Scegliere cosa cucinare può contribuire a cambiare davvero anche il nostro clima», spiega Marta.

«L’idea - racconta - è nata collettivamente durante la pandemia, tra persone molto sensibili al tema ambientale e alla sostenibilità. Ci siamo chiesti cosa potevamo fare concretamente. Sappiamo che le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione di cibo incidono almeno per il 25% sul totale del pianeta. Quelle derivanti dall’allevamento di bestiame per almeno il 14%. Volevamo realizzare qualcosa di concreto e attuabile ogni giorno per dare il nostro contributo alla loro riduzione».

Dall’unione dei loro saperi durante i mesi di lockdown è nata, così, la raccolta di «quasi 100 ricette fresche e ribelli», dalla «A di aglio alla Z di zucca», disponibile e scaricabile gratuitamente. «È fondamentale fare una piccola rivoluzione, a partire da noi e dal nostro quotidiano», spiega convinta Marta. E come scrivono le “Zucche alla riscossa” nel loro libro, la cucina genuina deve essere un sapere condiviso, alla portata di tutti. Così come l’idea di una transizione consapevole verso modelli alimentari più sostenibili è ormai una necessità. Idee e consigli ragionati, racchiusi in una vera e propria guida alla cucina sostenibile che, in 185 pagine spiega, dati alla mano, perché (e come) dobbiamo ridurre la nostra impronta ecologica. Continua a leggere

Il pranzo di Natale secondo Franco Berrino

Franco Berrino

 

«Il Natale ha perso molto del suo significato, col tempo è diventato un’orgia consumistica — dice Franco Berrino —. Forse in quest’anno così particolare può valere la pena fare una riflessione. Partiamo proprio dalla tradizione: quando ero bambino io (classe 1944, ndr) era Gesù a portare i regali, non il Babbo Natale reclamizzato dai produttori di bibite zuccherate. E sempre per parlare di tradizione, sa cosa vuol dire Betlemme? Casa del pane in ebraico, casa della carne in arabo. Quindi Natale è il periodo del pane ricco e della carne ricca: pensiamo alla gallina ripiena, al tacchino o alla faraona ripieni, al panettone, anche ai ravioli ripieni di carne… Attenersi a questi piatti va bene, con qualche aggiustamento». Continua a leggere

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