Il mais transgenico spacca l'Europa.

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L'Europa si spacca sugli OGM, sebbene 19 Paesi dell'Unione abbiano già detto “no”, il consiglio dei ministri Affari generali non è ancora riuscito ad acquisire la maggioranza necessaria per non autorizzare la coltivazione del “supermais” 1507 della multinazionale Pioneer. Il destino di questa pannocchia transgenica passerà ora, nelle mani della Commissione esecutiva che avrà il compito di decidere considerando il parere positivo (espresso ben sei volte) dell'Agenzia per la sicurezza alimentare. Continua a leggere

Il Bio non teme la crisi

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Oggigiorno “la crisi” e le sue gravi ripercussioni sull'economia reale sono gli argomenti principi di tutte le nostre discussioni, dei nostri telegiornali e e dei nostri talk show, nel bene e nel male tutti ne siamo coinvolti. Ma, un settore che non teme la crisi è quello dell'agricoltura biologica. Un settore, quello del bio che da qualche anno a questa parte ha vissuto un'esponenziale crescita con sempre più utenti che ne hanno apprezzato e ne hanno incentivato il mercato. Attorno a questo settore il giro d'affari è in costante crescita e il rapporto annuale della Coldiretti ha stimato un fatturato complessivo del biologico italiano di circa 3,1 miliardi di euro. Un risultato che porta l'Italia al quarto posto a livello europeo (dopo Germania, Francia e Regno Unito) e secondo la Cia (Confederazione italiana agricoltori) al sesto posto nella classifica mondiale, dove questo business vale circa 55 miliardi di dollari (solo in Europa vale 18 miliardi di euro l’anno).

L'Italia è il leader del bio: è il paese con il maggior numero di aziende agricole biologiche (nel 2013 il numero degli operatori è aumentato del 3%: sono 49.709, di cui 40.146 produttori esclusivi, 5.597 preparatori compresi quelli che vendono al dettaglio, sono circa 3.669 le aziende impegnate in entrambe le attività e 297 sono gli importatori del settore). Continua a leggere

Clima: impegno del WWF, in campo anche Spider-Man

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Giovedì è partito il countdown che culminerà il 29 marzo con l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale per fermare il cambiamento climatico che per l’ottava edizione spegnerà le luci del pianeta in una suggestiva 'ola di buio' attraverso tutti i fusi orari, mentre cittadini, artisti, istituzioni e aziende si uniranno per moltiplicare la propria energia e creare insieme un futuro in armonia con il Pianeta.

Con lo slogan 'Usa la tua energia’, il WWF dedicherà questo mese alla lotta al cambiamento climatico: verranno annunciate iniziative, collaborazioni speciali e campagne a favore di progetti nelle aree più a rischio-clima, come l’Artico, e delle specie più vulnerabili, come l’orso polare. 

L’ORA DELLA TERRA
Anche quest’anno l’Ora della Terra lascerà al buio monumenti, luoghi simbolo, sedi istituzionali, uffici, imprese e abitazioni private di tutto il mondo, coinvolgendo cittadini, istituzioni, imprese e testimonial nel cambiamento concreto che può garantire il futuro della vita sul pianeta e il benessere dell’uomo, contro un riscaldamento globale i cui effetti diventano sempre più evidenti e preoccupanti, e dunque va assolutamente fermato se vogliamo evitare che sconvolga gli ecosistemi, le specie e la vita di milioni di persone. L’urgenza su cui il WWF lancia la sfida globale è di abbattere le emissioni di gas serra e scegliere le tecnologie del futuro, quelle pulite ed efficienti. Continua a leggere

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