Bimbi più intelligenti grazie al latte materno

 

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Secondo uno studio della McGill University e dell’ospedale pediatrico di Montreal l’allattamento al seno rende i bimbi più intelligenti perché ne favorisce lo sviluppo cognitivo. La ricerca pubblicata sugli Archives of General Psychiatry da Michael Kramer sembrerebbe confermare, quindi, quanto la saggezza popolare insegna da sempre: i bambini nutriti con il latte materno ottengono maggiori cure che si traducono in migliori capacità di apprendimento.

È la prima volta, tuttavia, che uno studio scientifico ha seguito parallelamente la crescita di due gruppi di neonati: il primo allattato al seno, il secondo nutrito con latte artificiale. Gli esperti canadesi nel biennio 1996-97 hanno invitato circa 7 mila neomamme ad allattare i propri piccoli, seguendone contemporaneamente altre 6 mila che avevano optato per il latte in polvere. Tra 2002 e 2005, dopo 6 anni e mezzo di osservazione, i pediatri sono giunti alla conclusione che il primo gruppo di bimbi aveva rendimenti superiori alla media.

Anche se la scienza non ha ancora svelato l’ingrediente “segreto” che rende il latte materno imbattibile, la prova dei benefici è stata misurata dalla lunga serie di esami condotti dai pediatri canadesi grazie alla collaborazione degli insegnanti dei piccoli scolari. Nei test che misurano le facoltà intellettive, infatti, il primo gruppo ha totalizzato un punteggio più elevato: nelle provIlSole24e di intelligenza verbale una media di 7,5 punti in più, 2,9 punti in più, in quelle sulle abilità non-verbali e 5,9 punti in più nei test che prendono in considerazione l’insieme del capacità cognitive. Resta ancora un mistero se i benefici del latte materno siano legati ad una particolare proprietà, un tipo di grasso o un fattore di crescita assenti nel latte artificiale. Per gli psicologi, invece, la soluzione è semplice e va trovata altrove. Il latte artificiale non è inferiore dal punto di vista nutrizionale. A favore dei bambini allattati giocano il fattore emotivo e l’interazione fisica: sguardi, carezze e poppate al seno sono i veri elementi in più che stimolano l’intelligenza e soddisfano il bisogno di sicurezza del neonato.

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Cibo, “Bisogna dargli un giusto prezzo per difendere l’ambiente e i contadini”

Se un alimento si paga la metà del costo ambientale e sociale, la differenza la paghiamo tutti. La proposta di una “etichetta narrante” del responsabile della Mountain partnership dell’Onu. Qualità e legalità hanno un costo che va pagato

di ANTONIO CIANCIULLO

ciboROMA - Le resistenze immunitarie del pianeta diventano più deboli. La capacità della vita di resistere alle avversità e agli eventi catastrofici si affievolisce. E assieme alla biodiversità che sgocciola via, dissanguata dall’assalto alle foreste, dal proliferare di miniere e dall’agricoltura intensiva, si perde la capacità degli ecosistemi di far fronte ai traumi. Negli ultimi 100 anni il 75% del patrimonio genetico delle piante è andato perduto. E l’agricoltura industriale ha aggravato il problema. Su 30 mila specie commestibili ne stiamo usando solo 9 per ricavare il 70% del cibo che usiamo. In queste condizioni qualunque avversità, qualunque malattia possono diventare letali per la sopravvivenza di intere popolazioni. L’allarme viene dalla Mountain partnership, l’alleanza delle Nazioni Unite dedicata allo sviluppo sostenibile delle regioni montane che conta 60 governi e 290 organizzazioni della società civile. > continua a leggere su Cibo, “Bisogna dargli un giusto prezzo per difendere l’ambiente e i contadini”

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