La spesa dell'estate: melone, pesche e melanzana sulla tavola

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tratto da  greenstyle

 

Dopo il risveglio primaverile, il corpo è alla ricerca della perfetta forma fisica e mentale, così da affrontare con slancio la pausa estiva e la tanto temuta prova costume. La pelle e l’organismo sono alla ricerca di idratazione, nutrimento, sali minerali, così da recuperare l’energia persa con il caldo e attraverso il sudore. > continua a leggere su La spesa dell'estate: melone, pesche e melanzana sulla tavola

Abbassiamo l'indice glicemico con la giusta alimentazione

Si parla sempre più spesso di indice glicemico in riferimento agli alimenti ricchi di zuccheri semplici, può causare insulinoresistenza e predisporre al diabete. Ecco perché è importante scegliere bene cosa mangiamo

Per un’alimentazione corretta, ma soprattutto adatta a prevenire patologie gravi quali il diabete, è estremamente importante fare attenzione all’indice glicemico degli alimenti. La ragione è semplice e la spiega la professoressa Silvia Migliaccio, docente al Dipartimento di fisiologia medica dell’Università La Sapienza di Roma e specialista in scienza della nutrizione. «L’indice glicemico indica la velocità di un alimento di innalzare la glicemia. L’assunzione eccessiva di alimenti con alto indice glicemico induce un incremento repentino dei livelli di insulina e questa condizione può portare ad una situazione di resistenza insulinica, spesso associata ad obesità addominale, che aumenta il rischio di sviluppare diabete». > continua a leggere su Abbassiamo l'indice glicemico con la giusta alimentazione

Bimbi più intelligenti grazie al latte materno

 

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Secondo uno studio della McGill University e dell’ospedale pediatrico di Montreal l’allattamento al seno rende i bimbi più intelligenti perché ne favorisce lo sviluppo cognitivo. La ricerca pubblicata sugli Archives of General Psychiatry da Michael Kramer sembrerebbe confermare, quindi, quanto la saggezza popolare insegna da sempre: i bambini nutriti con il latte materno ottengono maggiori cure che si traducono in migliori capacità di apprendimento.

È la prima volta, tuttavia, che uno studio scientifico ha seguito parallelamente la crescita di due gruppi di neonati: il primo allattato al seno, il secondo nutrito con latte artificiale. Gli esperti canadesi nel biennio 1996-97 hanno invitato circa 7 mila neomamme ad allattare i propri piccoli, seguendone contemporaneamente altre 6 mila che avevano optato per il latte in polvere. Tra 2002 e 2005, dopo 6 anni e mezzo di osservazione, i pediatri sono giunti alla conclusione che il primo gruppo di bimbi aveva rendimenti superiori alla media.

Anche se la scienza non ha ancora svelato l’ingrediente “segreto” che rende il latte materno imbattibile, la prova dei benefici è stata misurata dalla lunga serie di esami condotti dai pediatri canadesi grazie alla collaborazione degli insegnanti dei piccoli scolari. Nei test che misurano le facoltà intellettive, infatti, il primo gruppo ha totalizzato un punteggio più elevato: nelle provIlSole24e di intelligenza verbale una media di 7,5 punti in più, 2,9 punti in più, in quelle sulle abilità non-verbali e 5,9 punti in più nei test che prendono in considerazione l’insieme del capacità cognitive. Resta ancora un mistero se i benefici del latte materno siano legati ad una particolare proprietà, un tipo di grasso o un fattore di crescita assenti nel latte artificiale. Per gli psicologi, invece, la soluzione è semplice e va trovata altrove. Il latte artificiale non è inferiore dal punto di vista nutrizionale. A favore dei bambini allattati giocano il fattore emotivo e l’interazione fisica: sguardi, carezze e poppate al seno sono i veri elementi in più che stimolano l’intelligenza e soddisfano il bisogno di sicurezza del neonato.

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