Cambiare i sistemi alimentari per sfamare il mondo

di Riccardo Bocci* — Altreconomia

I nostri modelli di produzione e consumo devono radicalmente mutare, diventando davvero sostenibili, equi e salutari. Con il biologico al centro. 

Tratto da Altreconomia 236 — Aprile 2021

mondo cibo

Come sfamare più di nove miliardi di persone previsti nel 2050? È la domanda che a un certo punto emerge in ogni discussione sul futuro dell’agricoltura e su quali modelli siano più sostenibili. È una domanda trabocchetto che di solito ha sempre la solita risposta banale: il biologico e qualsiasi altro modello alternativo all’agricoltura industriale non saranno in grado di far fronte all’aumento necessario del 50% della produzione alimentare perché hanno basse rese per ettaro. Quindi per produrre di più con meno rese sarebbe necessario aumentare il consumo di suolo, finendo di distruggere quel poco che resta dei sistemi naturali. Seguendo questa narrazione qualsiasi velleità di cambiamento è messa a tacere e il “business as usual” viene presentato come l’unico mondo possibile. Ma le cose stanno veramente così? Leggendo l’articolo “Strategies for feeding the world more sustainably with organic agriculture” pubblicato su Nature nel 2017, si capisce che il problema è più complesso e la questione andrebbe posta in un contesto più appropriato.

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