Emergenza OGM: la coesistenza impossibile

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Sono oramai numerose le evidenze scientifiche che testimoniano l'impossibilità della coesistenza tra coltivazioni OGM e non OGM, senza che le prime inquinino, irreversibilmente, le seconde.
La coesistenza tra coltivazioni OGM e coltivazioni tradizionali e biologiche si può definire un vero e proprio “falso scientifico”, “un vero e proprio equivoco tecnico-giuridico, introdotto dalla Commissione Europea che, nella realtà (purtroppo già drammaticamente sperimentata in molti Paesi del mondo), si traduce nella contaminazione della filiera agro-alimentare e dell'intero ecosistema biotico, con perdite irreparabili di biodiversità, pesanti alterazioni del patrimonio genetico naturale, con effetti imprevedibili e potenzialmente drammatici, nonché rischi gravissimi per la salute umana”, afferma il nutrizionista clinico e biologo dottor Franco Trinca (presidente dell’associazione NOGM). 1 Ci sono prove e documentazioni scientifiche "sul campo" che dimostrano che la "coesistenza" è impossibile perché i transgeni rilasciati e diffusi nell'ambiente si espandono ovunque, contaminando la microflora del suolo, le acque, le varietà agronomiche tradizionali e le specie selvatiche. > Continua a leggere su Emergenza OGM: la coesistenza impossibile

Donne in agricoltura: multifunzionali, dinamiche e innovative

di Anna Ciaperoni – Responsabile agricoltura sociale AIAB

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L’universo agricolo femminile pur tra tanti chiaroscuri vive una fase di trasformazione. Il censimento dell’agricoltura del 2010 mostra un panorama complesso, dove convivono aree di grande discriminazione e sfruttamento, in particolare nel Mezzogiorno, che interessa soprattutto le immigrate, con mansioni scarsamente qualificate  e fasce crescenti di imprenditoria femminile particolarmente dinamica. Un trend positivo quest’ultimo generato sia dal ricambio generazionale, con l’ingresso  di imprenditrici di nuova generazione che sono subentrate ai padri, che dall’ingresso di giovani donne e ragazze, con alti livelli di scolarizzazione che hanno scelto l’attività agricola non come ripiego o “destino” ma come scelta di vita. Una tendenza  in crescita in questi anni di crisi, dai numeri non certo eclatanti ma che rappresentano segnali positivi  e contribuiscono ad abbassare l’età media e ad innalzare i tassi di scolarizzazione degli addetti. In questo processo le donne e le ragazze sono in prima fila, insieme ai giovani, sia dal punto di vista dei numeri che della professionalità.  Quantificare la presenza femminile in agricoltura non è semplice a causa di una consistente quota di sommerso tra le lavoratrici dipendenti e  di una certa “invisibilità” delle coadiuvanti. Più certi i dati sulle imprenditrici. Secondo il Censimento sull’agricoltura del 2010 le donne risultano essere circa 532 mila e rappresentano circa il 33% del totale dei conduttori. Dai dati del censimento emergono anche elementi qualitativi. Nel complesso, le aziende condotte da donne,  pur essendo di dimensioni più piccole rispetto alla media del settore -  si tratta prevalentemente di aziende familiari - mostrano un significativo dinamismo legato alla diversificazione delle attività e alla multifunzionalità. > Continua a leggere su Donne in agricoltura: multifunzionali, dinamiche e innovative

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