Io non vi voto: sfida alla politica fossile
Le 10 proposte di AIAB alla politica
Le elezioni sono alle porte. La campagna elettorale è lanciata e ha rapidamente assunto toni poco utili a disegnare una prospettiva di sviluppo utile all'Italia: personalismi, rivendicazioni volte al passato, tatticismi sulle alleanze, demagogia, miope attenzione alle formule fiscali.
Da programmi e propaganda elettorale, salvo limitate eccezioni, brilla per generale assenza un disegno sul modello di sviluppo per il Paese, sulla sua collocazione internazionale, su temi come pace, coesione sociale, ambiente, cultura.
Tra i temi latitanti nei confronti e nelle agende per i prossimi 5 anni l'agricoltura sconta probabilmente la maggiore disattenzione:è probabilmente finita l'epoca in cui rappresentava un bacino elettorale appetibile. L'agricoltura resta però l'attività economica (sociale, culturale, ricreativa) che più si interfaccia con il territorio fisico ed ecologico, con le risorse naturali, con le dotazioni idriche, con il paesaggio. È l'attività su cui si ancora buona parte della sicurezza alimentare del Paese e del residuo Made in Italy.
Quali orizzonti offre la politica all'agricoltura? E quali orizzonti offrono le diverse forme di agricoltura alla politica?
AIAB, con l'avvicinarsi della scadenza elettorale, ha inteso rispondere a questi quesiti. Portatore di un preciso modello per il sistema agroalimentare, AIAB ha deciso di offrire un Decalogo di proposte a coalizioni, liste e singoli candidati fondate sull'adozione e sostegno del biologico e sulla cornice della sovranità alimentare. Chiede, a sua volta, che questi punti siano adottati con impegni vincolanti, sottoscrivendoli, in toto o in una loro parte, formalmente e prestandosi a una verifica nel corso della prossima Legislatura.
La dieta mediterranea migliora la salute in sole sei settimane

La dieta mediterranea è un toccasana per la salute. L’ultima conferma da uno studio dell’Università di Auckland, secondo la quale sono sufficienti appena sei settimane seguendo questo regime alimentare per ridurre l’infiammazione del corpo, ritenuta responsabile dell’abbassamento deil sistema immunitario e dell’insorgenza di molte malattie.
A contrastare i fenomeni infiammatori, in particolare, sono gli acidi grassi Omega 3, frutta e verdura, noci e cereali integrali, sostanze e alimenti tipici della dieta mediterranea, povera invece di cereali raffinati, grassi saturi e zuccheri. La riduzione dell’infiammazione, secondo gli studiosi, consente di contrastare efficacemente diverse malattie, a cominciare dalle patologie cardiovascolari. La dieta mediterranea, inoltre, sembrerebbe efficace nel prevenire il morbo di Alzheimer, quello di Crohn, l’artrite reumatoide, il diabete di tipo 2 e diverse forme cancro.
La ricerca neozelandese ha coinvolto trenta volontari privi di particolari patologie, ma abituati a mangiare in maniera non troppo salutare. Le “cavie umane” sono state divise in due gruppi e a entrambi è stato chiesto di seguire un regime alimentare controllato per sei settimane. Il primo gruppo, in particolare, è passato da una dieta di tipo anglosassone a una mediterranea rigorosa. Il secondo gruppo, invece, ha seguito un regime alimentare meno fiscale, ma comunque basato sui principi della dieta mediterranea.
Dopo sei settimane, tutti i volontari sono stati sottoposti a un test incrociato di sangue e urine. Tutte le analisi hanno evidenziato un miglioramento di alcuni parametri, più marcato nel gruppo sottoposto all’alimentazione più “severa”.
Spiega Lynnette Ferguson, coordinatrice dello studio:
L'uomo è per natura vegetariano
Consiglio di visione:
passeggiata filosofica sulla cultura del cibo
clicca sulla foto qui sopra e poi su VIDEO nella pagina che si aprirà
Senza grassi, senza zucchero, senza calorie, senza uova, senza latte, senza ogm. Oggi al cibo chiediamo soprattutto di essere senza qualcosa. E al di là delle buone intenzioni, siamo ossessionati da un’ideale di purezza e di leggerezza. Questa attenzione a quel che mangiamo fa del nostro modo di nutrirci la spia di un’insicurezza generalizzata, che proiettiamo sul cibo: facendo del controllo sugli alimenti il succedaneo rassicurante del controllo su una realtà che ci sfugge. Il risultato è un misto di etica e dietetica, salute e salvezza, normalizzazione del corpo e governo dell’anima. Un percorso sulle forme e funzioni del cibo nella società dell'insicurezza: dalla cibomania all'ortoressia, dal culto della magrezza alla crescita esponenziale dell'obesità, il cibo come un operatore simbolico che elabora i dati contraddittori del presente e costruisce ganci cognitivi e rituali cui appendere le nostre paure.
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