Carne di cavallo: i Francesi rinunciano ai piatti pronti

di Gabriele Bindi

Carne di cavallo: i Francesi rinunciano ai piatti prontiCala drasticamente la fiducia dei consumatori, dopo lo scandalo della carne di cavallo al posto del manzo. I Francesi reagiscono come al tempo della mucca pazza: no a ragù e piatti pronti.

Un quarto dei francesi ha rinunciato alle proprie abitudini. La maggioranza dei consumatori che consumava piatti pronti a base di ragù, o carne di manzo, ha deciso di farla finita. Dall’inizio dello scandalo sull'uso di carne di cavallo , un quarto dei consumatori di piatti pronti a base di carne di manzo ha rinunciato a mangiarne e il 22% diffida di tutti i piatti pronti a base di carne.

È quanto rileva un sondaggio francese BVA pubblicato venerdì scorso. Per la maggior parte dei francesi (55%), si tratta «di una questione davvero grave poichè si è mentito ai consumatori sulla composizione di alcuni prodotti». Al contrario, il 44% sdrammatizza la situazione dato che non ci sono stati pericoli per la salute.
Questa percentuale è simile a quella rilevata nel caso della mucca pazza nel 1996, sottolinea il centro BVA. Il ministro dell’Economia e dei Consumi, Benoit Hamon e il ministro dell’Agricoltura, Stephane Le Foll, hanno annunciato giovedì che i piatti pronti ritirati dal mercato a causa della presenza di carne di cavallo al posto del manzo potranno essere ridistribuiti alle associazioni di beneficienza.

I Restos du coeur e la Croce Rossa hanno detto che non accetteranno stock finchè i rischi sanitari non saranno esclusi e certificati dalle autorità sanitarie.

Il Secours catholique, indica, in un comunicato, che la procedura pone una «grave questione etica. Se non è conforme per il consumatore medio, perchè dovrebbe esserlo per le persone indigenti?», si domanda il direttore dell’associazione, Bernard Schricke.

Fonte: AAMTerra Nuova-Slowfood

 
 
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Un albero per ogni bambino, nuova legge estende alle adozioni

 

alberoDal 16 febbraio in vigore la legge che vuole “un albero per ogni bambino“. A partire dallo scorso sabato i Comuni italiani avranno l’obbligo di piantare un albero in corrispondenza di ogni nuovo figlio registrato presso l’anagrafe cittadina. Un obbligo previsto già dalla legge Cossiga-Andreotti del 1992, ma che subisce ora alcune importanti modifiche rispetto alla formulazione originaria. > Continua a leggere su Un albero per ogni bambino, nuova legge estende alle adozioni

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