Sempre più biologico sulle tavole italiane: 60mila aziende accreditate

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Aggiornata la mappa degli operatori con certificazione "Bio". Il 56% di queste imprese è nel Mezzogiorno, con Sicilia in testa. Ai numeri in crescita, si aggiunge una richiesta di maggiore trasparenza da parte dei consumatori

 

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L'aumento dell'attenzione dei consumatori alla salute e all'ambiente ha prodotto una crescita delle aziende specializzate in prodotti biologici, che scelgono di operare in modo più naturale e trasparente. Secondo i dati diffusi da Unioncamere e InfoCamere, attualmente sono 60mila gli operatori certificati "Bio" solo in Italia. Di questi, 24mila sono stati accreditati negli ultimi 3 anni. Grazie all'intesa con Accredia i dati sulle certificazioni Bio saranno inseriti nel Registro delle Imprese delle Camere di commercio.

 

La mappa degli operatori Bio

La mappa aggiornata degli operatori Bio mostra il primato del Mezzogiorno rispetto al Centro e Nord Italia: qui le aziende certificate sono il 56% dell'intera mappa, con la Sicilia prima regione del Paese per numero di imprese Bio (15,9%). Seguono la Calabria (13,4%), la Puglia (11,6%), dalla Toscana e dall’Emilia Romagna (7,7%). Le aziende Bio del Mezzogiorno sono più del doppio di quelle con sede al Nord (il 23,4%) e quasi tre volte quelle del Centro Italia (il 20,8%). A inizio dicembre 2017, le imprese in possesso di una certificazione Bio erano 59.461. L'81% di queste aziende opera direttamente nel settore agricolo, mentre solo il 7% nel commercio. In particolare, le aziende che svolgono esclusivamente produzione Bio sono 44.482 (il 75% dell’universo delle certificate) e di esse una su tre ha sede in due sole regioni del Mezzogiorno: la Calabria e la Sicilia.

 

Un'occasione di rilancio

Questi numeri mostrano l'evoluzione di un modello produttivo – il biologico – prima solo di nicchia e oggi sviluppato in un vero e proprio stile di vita per milioni di consumatori italiani. Inoltre, il biologico è anche una chiave di rilancio per numerose aziende attive nel settore agro-alimentare. Infatti, mentre nell'agricoltura tradizionale ogni anno numerose imprese chiudono a causa della concorrenza con realtà più grandi e strutturate, il biologico dimostra che andare in controtendenza è possibile. Oltre il 90% delle imprese Bio è infatti una Pmi, di cui il 50% con un capitale sociale inferiore ai 50mila euro. Nonostante le piccole dimensioni, grazie all'applicazione dei principi dell'agricoltura biodinamica, è possibile stare con successo sul mercato.

 

Cos'è la certificazione biologica

L'agricoltura biologica è disciplinata a livello comunitario dal Regolamento CE 834/2007 e dai successivi regolamenti di applicazione relativi alla produzione biologica e all'etichettatura per i prodotti agricoli vivi o non trasformati, per quelli destinati al mercato alimentare, per i mangimi e il materiale da propagazione vegetativa, nonché per le sementi per la coltivazione. La certificazione Bio garantisce il rispetto dei rigidi requisiti necessari per evitare o ridurre la contaminazione del processo di coltivazione e trasformazione da parte dell'uomo. L'agricoltura biologica infatti sfrutta la naturale fertilità del suolo con lo scopo di rispettarla e favorirla, limitando gli interventi chimici e fisici esterni. Lo scopo, oltre a tutelare la salute del consumatore, è anche quello di promuovere la biodiversità.

 

 

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Aggiornata la mappa degli operatori con certificazione "Bio". Il 56% di queste imprese è nel Mezzogiorno, con Sicilia in testa. Ai numeri in crescita, si aggiunge una richiesta di maggiore trasparenza da parte dei consumatori

 

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