Bologna, 6 dicembre 2011 – In riferimento al sequestro di un’ingente quantità di prodotti, sulla quale c’è da fare chiarezza, che venivano commercializzati come falsamente biologici operato dalla Guardia di Finanza di Verona con l’operazione denominata “Gatto con gli Stivali”, FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, vuole evidenziare la collaborazione data dal sistema di certificazione e dall’intero sistema del biologico italiano alle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Verona.
“Voglio anzitutto sottolineare l’importante contributo alle indagini della Guardia di Finanza che è giunto dagli organismi di certificazione autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali soci di FederBio, a dimostrazione che solo una stretta sinergia fra il sistema di certificazione di settore e le Autorità pubbliche può garantire il mercato e i consumatori. – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - I fatti, che risalgono a qualche anno fa, confermano la richiesta della Federazione per un miglioramento dei sistemi di scambio di informazione e di banche dati perché tutte le informazioni utili a garantire la trasparenza del mercato siano disponibili in tempo reale e a tutti i soggetti interessati.
Anche su un più stretto coordinamento del sistema di certificazione FederBio da tempo non solo chiede un intervento adeguato da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ma ha anche avviato nel frattempo un proprio progetto, consapevole dell’urgenza di migliorare il sistema.
Dallo scorso giugno, inoltre la Federazione ha adottato un Codice Etico per tutti gli operatori e i soggetti che operano nel settore e ha insediato a novembre un Giurì di autodisciplina composto da personalità esperte e assolutamente indipendenti.
Abbiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e siamo pronti a costituirci parte civile in rappresentanza dell’intero settore nel giudizio contro questa grave frode, che ha danneggiato anzitutto la credibilità e l’operato dei tanti operatori perbene, che magari trovano difficoltà di mercato per la concorrenza sleale di chi opera in maniera disonesta.”
I dettagli dell'indagine:
- 22 le aziende coinvolte (prevalentemente grossisti cerealicoli, nessun produttore); le indagini sono partire dall'azienda Sunnyland, il cui fatturato nel 2007 era quintuplicato, mettendo sul chi vive la Guardia di Finanza.
- I prodotti coinvolti sono cereali e granaglie prevalentemente a uso zootecnico (soia, mais), ma anche sfarinati per alimentazione umana e, anche se non sembra collegata al filone d'indagine principale, dell'ortofrutta.
- Gli arrestati sono tre veronesi (Caterina Albiero di Bioagri sas, Luigi Marinucci, Davide Scapini di Sunnyland), due pugliesi (Angela Siena, Michele Grossi), un marchigiano (Stefano Spadini) e un ferrarese (Andrea Grassi).