Perché scegliere un'alimentazione biologica?

 

Considerando che il consumo di alimenti biologici, più ricchi di alcuni nutrienti (minerali, vitamine, zuccheri, polifenoli, aminoacidi essenziali) sia sicuramente positivo per la nostra salute, vogliamo ora evidenziare i rischi a lungo termine di una alimentazione basata su prodotti provenienti da coltivazioni chimiche intensive.

  • Presenza nei cibi di residui dtofui sostanze chimiche di sintesi utilizzate in agricoltura, tra cui pesticidi, nitrati, ormoni, antibiotici. Secondo i dati analitici raccolti da Asl, Arpa, Istituti Zooprofilattici regionali e riferiti all’anno 2004, il 52,6% della frutta commercializzata in Italia è contaminata da uno o più residui di pesticidi e il 2,2% è addirittura fuorilegge. Per le verdure la situazione è leggermente migliore: il 22,7% presenta tracce di pesticidi, l’1,2% ha concentrazioni assai pericolose. Preoccupanti i casi di multiresiduo con 4 o 5 pesticidi presenti contemporaneamente nei campioni analizzati (laddove la normativa attuale stabilisce limiti solo per i singoli principi attivi, non tenendo conto dei possibili sinergismi negativi derivanti dalla presenza simultanea di più residui). Inoltre spesso alimenti di provenienza estera sono contaminati da sostanze come Ddt e Dde, proibite in Italia da ormai molti anni per la loro pericolosità. Bisogna tenere conto inoltre che le dosi di residui ammessi per legge sugli alimenti sono stabilite su un corpo adulto del peso di 60 kg. Pertanto i bambini risultano sottoposti a residui di pesticidi in modo molto più elevato ed è per questo che molti medici raccomandano una dieta biologica per l’infanzia e le mense scolastiche.

 

Correlazione tra pesticidi e malattie:

  • Un recente studio finanziato dalla Comunità Europea e pubblicato sulla rivista New Scientist ha dimostrato che i giardinieri amatoriali che fanno uso di pesticidi hanno maggiori probabilità (il 9% in più) di contrarre il Morbo di Parkinson, rispetto a coloro che non usano tali sostanze; tale precentuale sale addirittura al 43% in più nel caso di agricoltori esposti a pesticidi durante il loro lavoro.
  • E' dimostrato anche come molti pesticidi abbiano effetti “xenoestrogeni” (simulano cioè gli effetti degli ormoni femminili) e siano pertanto implicati in casi di ipofertilità, sterilità, carcinoma mammario, danni generali all’apparato riproduttivo, nonché in quello che genericamente viene indicato come “stress metabolico”, con influenza sulle difese immunitarie del nostro organismo.
  • Molti dei pesticidi attualmente in uso sono risultati, da indagini condotte dallo IARC (il più importante istituto mondiale per la ricerca sul cancro), cancerogeni, teratogeni e mutageni.

 

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