Via libera in commissione parlamentare agricoltura all'emendamento che cancella gli attuali limiti temporali della stagione venatoria delegando alle regioni la decisione di posticipare i termini del calendario di caccia ogni anno. L'Associazione Vittime della Caccia: "derisa la sensibilità della maggioranza degli italiani".
La Commissione Agricoltura della Camera ha dato il via libera all'emendamento all'articolo 43 della legge comunitaria, che consente alle Regioni di posticipare i termini del calendario venatorio dietro preventivo parere di validazione dell'Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale). La commissione ha approvato il provvedimento con 21 voti a favore e 17 contrari.
"Quanto è passato alla Commissione Agricoltura della Camera costituisce una tra le pagine più desolanti in materia di caccia - ha dichiarato l'Associazione Vittime della Caccia - la maggioranza ha voluto e ottenuto l'approvazione dell'emendamento venendo meno all'impegno per una mediazione con il mondo ambientalista".
In effetti, dopo la mobilitazione delle associazioni proprio i parlamentari sono stati invitati a "non cedere agli slogan ambientalisti" perché il provvedimento - definito dal suo promotore parlamentare Paolo Russo "un intelligente federalismo venatorio" - si sarebbe tradotto in "9 giornate di caccia in più all'anno", come dichiarato dal Comitato Nazionale Caccia e Natura.
In pratica, spiega invece l'Associazione Vittime della Caccia "con questa ennesima forzatura le regioni potranno ampliare di fatto i termini della stagione venatoria e praticamente decidere quanto la caccia annualmente dovrà durare in base alle specie selvatiche". Inoltre "Il parere dell'ISPRA risulta come non vincolante nelle decisioni delle regioni, ma in compenso appaiono dei non meglio definiti 'equivalenti istituti regionali'...riconosciuti dalla Commissione Europea a cui le regioni dovranno uniformarsi" spiega l'associazione che ricorda come la maggioranza degli italiani sia contraria alle pratiche di caccia e come in questo modo sia stata "derisa la sensibilità" dei cittadini.
"Denunciamo agli italiani questa grave forzatura - ha dichiarato Maurizio Giulianelli, portavoce dell'Associazione Vittime della Caccia che ha aggiunto - auspichiamo fermamente che dopo la Commissione Politiche Europee non venga approvato infine alla Camera e diventi legge".
Infine Giulianelli ha sottolineato come "Di caccia si muore già abbastanza, di tutto gli italiani hanno bisogno fuorché di subire l'allungamento dei tempi della caccia" con tutte le ripercussioni che questo potrebbe avere non solo a livello etico e ambientale ma anche di sicurezza sociale e qualità della vita.